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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

ASSENZA DI STATO


di @MarcoBazz92


Oggi sui quotidiani si parla molto della morte di Anna (nome di fantasia), la prima persona in Italia morta grazie al suicidio assistito. Anna si è somministrata da sola il farmaco, fornito dall'Asl, che l'ha fatta smettere di vivere. Con lei i famigliari e un medico-anestesista con il solo compito di vigilare.

Questa prima, storica morte per eutanasia in Italia dimostra, a parer mio, una sola cosa. Lo Stato italiano si è dimostrato assente, paralizzato nei propri intrighi di potere, indifferente verso il popolo. Il motivo? Anna ha potuto metter fine alla propria vita grazie ad una sentenza della Consulta, la "Cappato/Dj Fabo", e non per una legge dello Stato. E questa a me sembra una cosa fuori dal normale. È possibile che le persone debbano decidere della propria vita seguendo linee poste da giudici e non leggi proposte e approvate dai politici? I rappresentanti del popolo? I nostri rappresentanti? È un enorme paradosso. E sembra quasi impossibile che i politici di destra, sinistra, centro, presenti e passati, non siano mai riusciti ad intavolare una discussione seria su questo argomento.

Personalmente trovo giusto anzi, giustissimo, che una persona affetta da una grave malattia, sempre più invalidante nel progredire, impossibile non dico da curare, ma solamente da rallentare nel suo corso, non possa avere la facoltà di mettere fine alle proprie sofferenze, alle sofferenze delle persone a lei care, delle persone che per anni le sono state al fianco. Attenzione, io non metto in discussione il coraggio, la forza di volontà, perché no, la fede, di quelli che per anni e anni convivono con malattie degenerative pesantissime, che combattano, accompagnati dai propri cari, un male incurabile. Anzi, tutt'altro, mi inchino davanti a queste persone immense. Ma dico anche che chi decide, non penso molto alla leggera, nelle stesse condizioni che dicevo sopra, di mettere fine a tutte queste pene non debba essere ostacolato.

È urgente che la politica si metta a lavorare, a discutere su queste tematiche. Son d'accordo che chiunque si svegli la mattina dicendo che ne ha piene le balle di tutto non possa aver diritto all'eutanasia, proprio per questo dico che serve una legge chiara, "semplice" (lo so, siamo in Italia e sto chiedendo la luna), che permetta alle persone di compiere una scelta, di decidere, in situazioni di estrema sofferenza fisica e mentale, della propria vita e delle propria morte.

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