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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

CONDANNA DEFINITIVA

di @MarcoBazz92



È riapparso su quotidiani e tg il buon, si fa per dire, Cospito Alfredo, l'anarchico divenuto famoso qualche mese fa per lo sciopero della fame contro il 41bis o carcere duro (forse una delle poche cose buone che ha fatto oltre alla recita di Natale quando frequentava le elementari).

È successo che la procura antimafia e antiterrorismo in una relazione ha espresso i suoi dubbi sulla permanenza di Cospito al 41bis. Questi dubbi però sono sembrati per nulla fondati alla Procura di Roma, che doveva decidere sulla permanenza dell' anarchico in regime del carcere duro e che quindi ha negato ad Alfredo Cospito un'attenuazione del regime carcerario.

Interessante una delle motivazioni date dalla procura romana in merito al respingimento della richiesta presentata dai difensori di Cospito. Lo sciopera della fame. In pratica secondo i giudici romani l'aver fatto 100 giorni di sciopero della fame ha reso l'anarchico più potente, ha aumentato la presa sui suoi sodali ed ha fomentato le proteste in favore dello stesso Cospito. Direi che c'è del bizzarro in tutto questo. Ma a Roma è stato deciso così e quindi Alfredo Cospito probabilmente finirà i suoi giorni dietro le sbarre. Una grande vittoria dello Stato Italiano.

Va ricordato che Cospito iniziò lo sciopero non per se stesso ma per fare in modo che questa forma di tortura, mascherata sotto le spoglie del "carcere duro" terminasse. A quanto pare non è riuscito nella sua lodevole battaglia (probabilmente l'unica della sua vita) e lo Stato italiano continuerà ad usare le prigioni non come luogo di rieducazione com'è scritto nella Costituzione più abusata del mondo ma come luogo di tortura per cittadini che commettono reati.

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