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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

FILOSOFIA MONTANARA

di @MarcoBazz92


Abitare in montagna è una filosofia di vita, te la inculcano i tuoi genitori quando nasci e te la porti dietro per sempre.

Negli ultimi anni la montagna è diventate sempre più un'ambita meta turistica, sembra ci sia una vera e propria mania dell'alta quota. Si è iniziato ad incontrare sempre più turisti in giro per i boschi e su per i sentieri, sia nelle località più conosciute e gettonate, sia nei piccoli paesini di montagna tipo quello in cui vivo io (Sella Giudicarie, 2887 abitanti in Trentino). Devo confessare, con un po' di sufficienza, che molte volte mi diverto ad assorvare questi turisti addentrarsi nei boschi. Mi diverte vedere come si comportano perché sembrano dei pesci fuor d'acqua. Zaini enormi che sembra debbano andare sull'Everest, vestiti tecnici manco dovessero fare chissà che scalata, tutto questo per fare una passeggiatina di un'oretta nel bosco dove le un uniche cose che servirebbero sarebbero un paio di scarponcini e, possibilmente, pantaloni lunghi (come mi ha insegnato la nonna, in montagna mau braghe corte). Opposti poi ai "super attrezzati" ci sono gli "spensierati" ( uso questo termine per non essere offensivo), quelli cioè che sembra stiano andando in spiaggia ed invece si stanno recando su qualche rifugio alpino (notizia di pochi giorni fa di un personaggio che si stava recando sul ghiacciaio con gli zoccoli).

Insomma sembra che le persone prendano un po' alla leggera la montagna e chi la abita, pensando di essere in un parco cittadini, muovendosi come fossero i padroni del bosco e non ascoltando le persone del posto quando queste provano a dare qualche consiglio. A volte, ed è qui che poi esce la schiettezza dura di noi montanari che può sembrare anche maleducazione, pretendono pure di venire a insegnarci come dobbiamo vivere e comportarci a casa nostra.

Bisognerebbe provare a capire una cosa, le genti che sono nate in montagna hanno creato una simbiosi particolare con i boschi, i fiumi, gli animali che la popolano. Un legame che non si può costruire a tavolino, non si può imparare sui banchi di scuola. Queste genti si prendono cura della montagna per tutto l'anno in silenzio e senza farsi pubblicità. Gli "ospiti" che vengono da fuori dovrebbero provare ad apprezzare tutto questo, dovrebbero essere più umili nei confronti della montagna e di chi la vive.


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