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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

LA NUOVA INQUISIZIONE

di @MarcoBazz92



In questi giorni per me pieni, non riesco neppure a scrivere qui, mi è tornato in mente un fatto accaduto qualche tempo fa. Parliamo di giornali, più precisamente di persone che scrivono sui giornali.

I fatti. Succede che su L'Unità, da poco tornata in edicola e guidata dall'ottimo Piero Sansonetti, compare un articolo a firma di Giusva Fioravanti di cui non ricordo l'argomento ma ricordo bene le pile di capelli strappati da parte di politici e intellettuali. Motivo? Fioravanti non può scrivere su nessuno giornale per la sua storia passata.

Per chi non lo conoscesse Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, è un ex membro nonché fondatore dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), un gruppo eversivo di estrema destra dedito al terrorismo attivo in Italia dal 1977 al 1981. Fioravanti, assieme ai suoi sodali, è stato condannato per molteplici delitti e atti di terrorismo tra cui la strage di Bologna. Ed ora, dopo aver scontato le sue pene, è di nuovo libero. Non penso gli abbiamo detto "ora sei libero, hai pagato il tuo debito con la giustizia, ma non potrai mai più esprimere il tuo pensiero". E invece, a quanto pare, è così. Fioravanti non ha fatto i conti con l'Italica inquisizione (che oltretutto questa volta si è mossa in ritardo visto che è da anni che il nostro ex terrorista scrive sui quotidiani per l'associazione Nessuno tocchi Caino) che col suo insindacabile giudizio è piombata sulla preda.

Purtroppo stiamo inforcando una strada che ci porterà ad una disfatta culturale. Questo voler impartire lezioni di "pensiero corretto" da parte di politici ed intellettuali sarà la fine della società. Un mondo in cui tutto è controllato, tutto è uguale e le persone non avranno più diretto ne di esprimere le proprie idee ne di criticare quelle altrui.

PS: vorrei ricordare ai nostri inquisitori che Fioravanti non è il primo ex galeotto che scrive sui quotidiani. Uno a caso, Adriano Sofri, è stato condannato, ha scontato la sua pena, ed ora è un uomo libero. Potete leggere i suoi sempre ottimi pezzi (ultimamente scriveva da Odessa) su Il Foglio.

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