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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

SPIAGGIA O SEGGIO

Aggiornamento: 4 giu


di @MarcoBazz92


Questo fine settimana ci saranno le elezioni europee e gli italiani non vedono l’ora di recarsi ai seggi per esprimere le loro preferenze. Battutona. Sarebbe una cosa fantastica, ma siccome non viviamo nel mondo delle fiabe, sappiamo che non andrà così e, anzi, è assai probabile che molte persone se ne fregheranno altamente di questa tornata elettorale, come di quelle passate. Mi si dirà che la gente non crede più nella politica e questo può essere un motivo di defezione dalle urne. Ma quello principale, a parer mio, è un altro. Gli Italiani non credono più nel politico, inteso come persona. Guardiamo le ultime elezioni di casa nostra, l’affluenza è sempre stata in calo, ogni volta più bassa. Bene, anzi male. Se non ci poniamo il problema di eleggere chi ci rappresenta in Italia, per quale motivo dovremmo agitarci per eleggere chi ci rappresenta in Europa? Naturalmente la mia è una domanda retorica perché non è lasciando ad altri la scelta e lamentandosi che si possono risolvere i problemi.

Il guaio è che a noi italiani, quando si leggono le liste dei candidati, cascano le braccia e sale lo sconforto. Togli i primi 2/3 nomi di ogni lista poi è il buio più profondo. Ma chi sarà questo? Da dove viene? Sarà stato almeno nel consiglio comunale del suo paesello? Sa dov’è Bruxelles? Sto esagerando? Forse, ma non troppo. Purtroppo siamo arrivati al punto che i capi partito (vecchi volponi) scelgono i candidati non in base alle capacità, ma in base all’attrazione mediatica, che aumenta all’aumentare delle cazzate dette. Siamo sinceri, quanti sono i politici o presunti tali, ai quali affidereste il vostro voto? Pochi? Pochissimi mi azzarderei a dire. Altro discorso che sa molto di presa per le nostre italiche terga è quello di candidare persone che poi non si presenteranno al parlamento europeo perché già impegnati in quello del nostro paese. Certo il nome altisonante attira voti, ma se io votoTizio perché a rappresentarmi poi deve andare Caio, che magari mi sta pure sulle balle? Io davvero non riesco a capire questa cosa.

Che fare dunque? Niente, anzi, una cosa, andare a votare. Quindi nel fine settimana rassegniamoci e dedichiamo mezz’oretta al seggio. Unica controindicazione è la probabilità che, appena usciti, venga un irrefrenabile bisogno di vomitare causato dalla nausea provocata nell’apporre quella benedetta “X”.

Buon Voto!

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