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  • Immagine del redattoreMarco Bazzoli

UN FUNERALE MERITATO

di @MarcoBazz92


Come dice un mio collega di lavoro "il suo funerale è uno di quelli che merita di essere partecipato". Affermazione schietta ma estremamente sincera e reale. Ed oggi è stato uno di quelli. E. è morto a 69 anni , 25 dei quali passati nel letto, incapace di muoversi, colpito da una rara malattia degenerativa tipo la SLA. Da quando ho ricordo di lui l'ho sempre visto su una carrozzina, portato a spasso dalla moglie.

Oggi pomeriggio la piccola chiesa e il cortile antistante erano pieni di gente, tutta lì per E. Perché lui è una di quelle persone che se lo merita. Perché ha lottato, perché ha guardato per 25 anni la morte in faccia, perché ha deciso di vivere nonostante tutto, perché credeva di poter dare ancora qualcosa a chi gli stava vicino.

Parenti, amici e conoscenti oggi erano lì anche per la moglie di E. che, assieme al figlio, per 25 anni sono stati il suo "corpo". I due scudieri che lo hanno aiutato a combattere quel male bastardo che lo ha abbracciato e lo ha portato dinanzi alla morte dicendogli "eccola lì, l'hai a portata di mano". Questa famiglia per 25 anni ha combattuto una battaglia inimmaginabile con una serenità fuori dal normale, una serenità che non tutte le persone che si trovano in situazioni simili hanno. E, attenzione, questa non è una colpa, anzi. Questa dovrebbe essere una scelta che in uno Stato libero e democratico qualsiasi persona dovrebbe essere in grado di poter fare. Nessuno dovrebbe essere obbligato a combattere una malattia massacrando ancora di più il proprio fisico e la propria mente. Nessuno dovrebbe essere obbligato, combattendo, a segnare in modo indelebile le persone a lui più care. Tutti dovrebbero poter decidere come affrontare il proprio male bastardo.

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